Due vecchi, lei lo saluta con un cenno
io li guardo
il suo sguardo lucido esulta,
io continuo a guardali mesto,
si sporge a lei e schiocca un soffio di labbra
lisce, al contrario del resto della faccia,
la mia faccia appena rasata è liscia,
la pelle ancora respira.
Siede, parlano, incontro il gusto riacceso
del condividere una vita che, ormai coincidente,
non ha più vertici da smussare.
Qui seduto, mi sento di spine, mi vedo
di viti e lame appuntite
in un reame di soffici promesse infanti.
Una sola vita ed una sola morte,
probabilmente entrambe oscure ed innominate.
Brevi epifanie d'essere nell'oscuro miele del non senso:
se mai qualche giudice dovesse pronunciarsi
su questo umano caso, alcuna giustizia
potrebbe essere estorta alla stretta maglia
secondina della necessità.